Le nuove dipendenze patologiche


Maria La Russa
Le nuove dipendenze patologiche

La vita quotidiana degli individui si sviluppa tra compiti da assolvere e relazioni interpersonali che danno senso e significato alla propria realtà familiare e sociale e che, nel contempo, attraverso la loro graduale realizzazione consentono lo sviluppo della capacità di autodeterminarsi e auto-progettarsi in piena libertà. 

Il carattere di dipendenza nel comportamento dell’individuo si configura quando egli non è in grado di gestire in piena libertà ed autodeterminazione tali compiti e relazioni ma ha la necessità di mettere in atto condotte comportamentali condizionate da qualcosa o qualcuno, esterno a sé, utile per la realizzazione di tale obiettivo.

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Le dipendenze senza sostanza

Le dipendenze senza sostanza vengono denominate nuove dipendenze – o new addictions secondo la terminologia inglese. Si definiscono come

una condotta individuale caratterizzata da costrizione ed obbligatorietà a dipendere da qualcosa o qualcuno che non è, appunto, una sostanza chimica esterna all’individuo, ma un oggetto o una persona con la quale si stabilisce una condizione psicologica di esclusività di legame, in grado di modificare temporaneamente lo stato di dolorosa sofferenza psichica.

Rispetto alle dipendenze da sostanze psicotrope – considerate dal mondo sociale come non necessarie o vitali per la persona e dunque condannate dall’opinione pubblica – le dipendenze senza sostanza riguardano la sfera del sociale e della legalità, nel senso che coinvolgono oggetti ed attività socialmente accettate e condivise favorite dall’innovazione tecnologica e dalla cultura moderna.

Queste, se da una parte producono sviluppo economico e crescita personale, dall’altra parte se abusate, rappresentano per l’essere umano anche una motivazione di soluzione ad eventi di stress, di vuoto, di alienazione, di noia, di rabbia e di colpa o angoscia con la  tendenza all’immediata gratificazione per uscire dalla condizione di sofferenza.

La conseguenza degli aspetti negativi generati da tali abusi è la produzione di comportamenti al limite del lecito fino a diventare patologici attraverso atti compulsivi, pervasivi ed invalidanti che implicano l’uso di processi manipolativi verso un oggetto Altro o Altra persona con l’intento di raggiungere il benessere personale su compensazione psicologica.

Fra le dipendenze senza sostanza, distinguiamo:

  • L’Internet Addiction o Dipendenza da internet – che secondo Caretti  è caratterizzata da tre livelli di disturbi del Sé e delle funzioni integrative della coscienza che conducono al ritiro dalle relazioni con il mondo esterno, alla considerazione del computer come rifugio della mente ed alla depersonalizzazione del soggetto che può condurre alla sostituzione dell’identità personale con una identità virtuale alternativa;
  • Il Gambling  o Dipendenza dal Gioco d’Azzardo – considerato dall’individuo come la soluzione di tutti i suoi problemi e delle sue necessità, ove vissuti come grandi frustrazioni personali;
  • La Love Addiction o Dipendenza Affettiva – in quanto ricerca di un’affettività verso le persone con modalità manipolatoria finalizzata a soddisfare il bisogno di sfruttare le risorse di un’altra vita per sopravvivere;
  • La Dipendenza dal Cellulare – che, in questa epoca moderna, raccoglie tutte le esigenze della persona connesse alla sua percezione di identità, come il riconoscimento di sé attraverso i selfie o i social diffusi nelle diverse categorie di lavoro, di intrattenimento o di incontri sociali;
  • La Dipendenza dal Cibo – scelta come strategia affettiva volta a produrre un senso di benessere immediato placando così l’ansia, la paura o pensieri ossessivi vari;
  • La Sex Addiction o Dipendenza dal Sesso – che ha lo scopo di ridurre una forte tensione psichica e/o somatica; 
  • Lo Shopping Compulsivo – finalizzato all’alleviamento di un malessere psicologico piuttosto che al raggiungimento di un piacere;
  • La Work Addiction o Dipendenza dal Lavoro – che si instaura a seguito di ricompense secondarie e quindi dal piacere indiretto prodotto dall’azione lavorativa che presuppone la capacità di rinunciare ad un piacere immediato in prospettiva di una ricompensa futura.
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Il funzionamento di queste dipendenze

Tra le nuove forme di dipendenza patologica l’unica che ha conquistato l’inserimento nell’attuale Manuale Diagnostico è la Dipendenza dal Gioco d’Azzardo, riconosciuta come patologia psicologica in grado di arrecare sofferenza a diversi livelli quali quello personale, familiare, lavorativo e sociale.

Probabilmente, ad eccezione dell’Internet Addiction  e della Dipendenza dal Cellulare, tutte le altre dipendenze sopra citate sono sempre esistite nei diversi tempi passati, ma in minor misura e presenti solo in particolari strati sociali; ed è solo in questo tempo di benessere economico che si sono manifestate in maniera invasiva e preoccupante.

Tutte queste tossicomanie oggettuali – così definite da Caretti e La Barbera – hanno lo scopo di alleviare il dolore e l’angoscia dell’individuo. Sono inoltre tutte caratterizzate da una qualche forma di craving intesa come entità psicopatologica che determina una forte attrazione verso l’oggetto scelto, tale da comportare la perdita del controllo e la messa in atto di azioni compulsive e pervasive tese alla soddisfazione del desiderio, anche in presenza di grandi ostacoli o pericoli. 

L’attribuzione del termine dipendenza da deriva dalla convinzione individuale che, a seguito di un’esperienza soggettivamente interpretata, la relazione tra individuo ed oggetto o attività comportamentale sia ritenuta valida a fornire una risposta esaustiva ai bisogni di cui l’individuo è portatore, fino a considerarla esclusiva e necessaria per la propria sopravvivenza.

I meccanismi neurobiologici delle nuove dipendenze sono riconducibili a quelli identificati nelle dipendenze da sostanze psicotrope infatti, le caratteristiche che si evidenziano nei soggetti dipendenti sono:

  • uno stato di ebbrezza, tale da far cadere i freni inibitori e percepire il sentimento di felicità;
  • la necessità di aumentare sempre la dose per ricercare e mantenere la condizione di felicità, sinonimo di benessere;
  • l’evitare l’astinenza che produce infelicità e sofferenza psichica.

Per questo motivo la dipendenza si configura sia come una reazione difensiva in quanto fuga dall’incapacità di fronteggiare i sentimenti e le emozioni negative e sia come un riconoscimento di mancanza di autonomia e di capacità dell’Io. 

Giddens sottolinea la continuità e la circolarità del meccanismo e come l’agire strutturato, tipico della dipendenza, avviene in maniera non determinata scatenando, a seguito dell’impedimento o la rinuncia all’agito, ansia incontrollabile oppure, a seguito della sua soddisfazione, la risoluzione dell’ansia momentanea.

Alcuni studi neurofisiologici, hanno rilevato l’importanza del craving e del suo grado di intensità, come responsabile delle alterazioni psicofisiche che inducono la persona a ricercare in modo ossessivo e compulsivo la condizione che ha generato lo stato di benessere.

In tal senso la dipendenza patologica, si rappresenta come una forma morbosa di comportamento verso un oggetto o un’attività, che viene utilizzata con modalità distorta, determinando un’esperienza compulsiva caratterizzata da fenomeni di craving alterati, che inducono processi di assuefazione e di astinenza tipici della dipendenza da sostanza psicotropa.

L’instaurarsi di una dipendenza patologica nell’individuo è determinata anche dall’attivazione di meccanismi di difesa conseguenti al non adattamento alla propria realtà ed alla necessità di perseguire condizioni piacevoli alternative, ricercati anch’essi compulsivamente ed in maniera abnorme, con l’intento di soppiantare ciò che è disturbante e di difficile gestione con una modalità piacevole sostitutiva attraverso un Altro oggetto o persona, valido a raggiungere uno stato di apparente benessere.

Spesso poi, le nuove dipendenze si combinano tra loro o si accompagnano alle dipendenze da sostanze come ad esempio l’associazione tra il Gioco d’Azzardo Patologico e l’Alcolismo, oppure, si verificano passaggi da una dipendenza ad un’altra che diventa sostitutiva a quella precedente. 

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La conquista dell’autonomia personale

Il costrutto di dipendenza-indipendenza, determinante nella definizione di dipendenza patologica dell’individuo, si articola

  • sulla condizione biologica se si considera il suo stato neurofisiologico;
  • sulla condizione sociologica caratterizzata dalla qualità del suo contesto culturale ed ambientale;
  • sulla condizione psicodinamica relativa alle precise dinamiche psicologiche che sottendono all’attuazione di comportamenti patologici;
  • sulla condizione cognitiva-comportamentale quando si attribuisce un’importanza ai suoi fattori costituzionali quali l’insicurezza, l’immaturità e le eventuali difficoltà del funzionamento cognitivo.

Poiché il ciclo di vita dell’uomo è pervaso da dipendenze più o meno vitali, atte a soddisfare i bisogni primari e secondari, i desideri e gli obiettivi fin dal primo attimo di vita, è importante focalizzare l’attenzione su ciò che diventa problematico ed invalidante per l’individuo.

A tal proposito, Lingiardi evidenzia che un’indipendenza autentica poggia sulla capacità di dipendere, nel senso che una valida indipendenza presuppone una adeguata gestione delle diverse dipendenze necessarie al ciclo vitale dell’individuo.

La conquista dell’autonomia personale, concomitante con lo sviluppo dell’identità e della propria consapevolezza, è la parte attiva dell’individuo che opera le sue scelte ed il controllo della sua vita in relazione agli oggetti presenti nel suo contesto.

Ma se tale traguardo esistenziale non trova le condizioni idonee per la sua realizzazione, si attivano processi che si collocano verso la polarità del patologico con la convinzione individuale che  l’oggetto prescelto è valido a compensare il vuoto psicologico responsabile dello stato di malessere.

Valleur e Matysiak ritengono che

allorché un comportamento invade l’intera esistenza del soggetto, al punto da impedirgli di vivere, è legittimo parlare di dipendenza. L’oggetto della dipendenza diventa centrale, costituisce il fulcro attorno al quale ruota la vita del soggetto dipendente e ne definisce l’identità.

Ma l’oggetto della dipendenza per l’individuo coincide con il suo bisogno e Jole Baldaro Verde definisce il bisogno come

la necessità assoluta, inderogabile, di procurarsi ciò che è ritenuto indispensabile alla propria sopravvivenza. 

Occorre quindi focalizzare l’attenzione sui bisogni primari quali l’attaccamento, il potere, l’autonomia, l’identità sessuale e l’autostima per comprendere quale è la disposizione alterata nel singolo individuo responsabile della dipendenza.

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