La depressione post partum


Giovanna Moltoni
La depressione post partum

La gravidanza è un tempo speciale carico di desideri e aspettative; i neogenitori si pongono perciò molteplici domande.

Come si potrà affrontare la nascita nel migliore dei modi?
Come ci si prepara all’ arrivo dei pargoletti?
Come riuscire a proteggere il nascituro?

I dubbi delle future mamme sono più che leciti, perché affrontare una gravidanza non sempre è semplice. Molto spesso queste hanno dubbi, paure e incertezze; le persone molto spesso danno consigli non richiesti e le donne sono quasi sempre lasciate sole a gestire il tutto.

Si ritrovano letteralmente sommerse da un piccoletto da gestire; a dover fare notti in bianco e dormire poco; a dover imparare a riconoscere e gestire i bisogni del piccolo. Tutto questo può portare a una depressione post partum.

Dopo il parto si possono provare emozioni contrastanti: da un lato c’è la gioia di aver creato una vita; ma dall’altra parte si provano stanchezza, affaticamento, confusione, smarrimento, perdita di interessi.

Molte donne inoltre si vergognano e provano imbarazzo a chiedere aiuto oppure soltanto a parlarne.

Non c’è nessuna vergogna in ciò.

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Cause e possibili rimedi

Le cause della depressione post partum possono essere molteplici: condizioni economiche sfavorevoli, una gravidanza non desiderata, litigi col partner, ecc.

Dedicare del tempo a se stesse può essere d’aiuto in questi casi: fare una bella passeggiata, andare da un amica o dal parrucchiere, ecc.

Perché molto spesso le madri si annientano per i propri figli, proprio per il troppo bene che provano per loro.

Inoltre, spesso vi è comorbilità con i disturbi alimentari, ovvero questi sono associati molto spesso alla depressione post partum: assistiamo per esempio ad abbuffate perché le madri si sentono sole, inadatte, non comprese.

Utilizzano il cibo per compensare il vuoto che provano, come strumento comunicativo per relazionarsi con l’altro, e con il mondo esterno.

Bisognerebbe evitare i cibi spazzatura e mangiare sostanzialmente proteine, evitare gli alcolici e fare tutte le cose che ci fanno stare bene e renderci felici.

Molto spesso le donne non accettano nemmeno il cambiamento del corpo che si trasforma e per questo hanno bisogno di rimettersi in forma sia a livello fisico che psichico.

Ci sono poi le ragazze madri che devono gestire tutta la gravidanza e l’arrivo di un figlio da sole; questo è ancora più avvilente e può portare alla depressione, a stati di ansia acuta e a attacchi di panico.

La depressione post partum colpisce fino all’80 per cento delle donne che devono dividersi tra le faccende domestiche, i mariti – se sposate – e gli altri figli, se ne hanno più di uno.

Può manifestarsi nelle madri anche una tristezza profonda che viene chiamata baby blues.

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Il terapeuta può consigliare oltre alla terapia alla mamma di riposare, di non stressarsi di trovare momenti da dedicare a se stessa di riscoprirsi come donna e come madre.

Dalla depressione post partum si può uscire, la donna può ritrovare se stessa e stare meglio. L’importante è parlarne e non vergognarsene mai.

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La depressione nei papà

A volte la depressione può colpire anche i neopapà, il 10 per cento di questi è colpito dalla depressione post partum.

I padri si accorgono di non riuscire a gestire bene il proprio tempo e la propria vita e si trovano a disagio tra pannolini, risvegli notturni e pianti.

Le cause del problema possono riscontrarsi in una predisposizione genetica, nello stress quotidiano, nella precarietà economica, nel rapporto di dipendenza tra i partner.

La depressione di uno o entrambi i genitori può provocare stress e disturbi cognitivi nei bambini, ma anche difficoltà relazionali e difficoltà nell’esprimere le emozioni.

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